Ecofin e Commissione UE su tassazione e-cig. Per R. Polosa: “La salute pubblica ha priorità assoluta”

E’ notizia di pochi giorni fa che il Consiglio Europeo di Economia e Finanza (ECOFIN), riunitosi a Bruxelles lo scorso 8 Marzo, ha richiesto alla Commissione Europea di prendere in considerazione la formulazione di una eventuale proposta per la tassazione di tutti i prodotti contenenti tabacco comprese le sigarette elettroniche, al fine di equiparare anche questi prodotti alla tassazione delle sigarette convenzionali (sui quali le imposte sono notoriamente più alte). Gli Stati Membri vorrebbero che l’esecutivo presentasse una sua proposta di risposta nel 2017 o, se si rifiutasse, che spiegasse almeno le ragioni della sua decisione.
Tuttavia, si rappresenta una nota di cautela al punto 12 della richiesta ECOFIN, che SOTTOLINEA che, in questo contesto, una soluzione per l’applicazione di accise su e-cig, tabacco riscaldato, altri nuovi prodotti di tabacco e, se del caso, di prodotti legati ai prodotti del tabacco, ha bisogno di essere pratica e lungimirante, e deve trovare il giusto equilibrio tra ricavi, spese di amministrazione fiscale e obiettivi di salute pubblica. 
Pertanto è possibile che il nuovo provvedimento si limiti a concordare sulle definizioni, piuttosto che imporre tasse (ad esempio, quale deve essere la base imponibile, come stimare l’equivalenza tra ml di liquido elettronico e numero di sigarette, con gli Stati membri che fissano i propri prezzi).

E continuando, leggiamo al punto 16: “Il Consiglio chiede che la Commissione Europea … si impegni a verificare tutti gli studi rilevanti in materia … e, dopo aver effettuato l’analisi tecnica, le consultazioni pubbliche e le valutazioni d’impatto, sottoponga al Consiglio una adeguata proposta legislativa nel 2017 o, nel caso in cui scegliesse di non presentare una proposta, che informi il Consiglio dei relativi motivi”.

Prof. Riccardo Polosa

E’ proprio su questi due punti (12 e 16) delle conclusioni che secondo il prof. Riccardo Polosa, presidente del gruppo di lavoro sugli standard per le emissioni delle e-cig del Comitato Europeo di Normazione (CEN/TC 437 – WG4), sarebbe concentrata la sintesi della questione: “La spiegazione dell’atteggiamento burocratico dell’UE verso uno strumento che ha dimostrato di rappresentare una valida alternativa per smettere di fumare (come dimostrano i dati sulla diminuzione di fumatori in Inghilterra) è che molti governi europei vedono nell’e-cig un problema per i bilanci di stato piuttosto che una soluzione per la salute pubblica”. E ha aggiunto: “Mi chiedo come sia possibile trovare un equilibrio tra la necessità di avere introito fiscale e quella di garantire la salute pubblica. La seconda di queste necessità dovrebbe avere priorità assoluta”.

“Ritengo quanto mai indispensabile – ha concluso Polosa – l’analisi delle evidenze scientifiche su questo tema che peraltro in questi anni sono proliferate in maniera non indifferente, a testimonianza probabilmente del fatto che l’utilizzo dello strumento non è stato efficacemente valutato finora dai rappresentanti della salute pubblica”.